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Il QI in dieci domande

Di recente, in Francia, un programma televisivo ha preteso di sottoporre i telespettatori a un gigantesco test del QI. “Ma testare il proprio quoziente intellettivo non è un gioco!”, sono insorti gli psicologi. E tu, cosa sai del QI? Un po’ di chiarezza con Doctissimo.

Cosa sai del QI?
© Getty Images

Che cos'è il QI?

Il quoziente intellettivo consiste in una serie di circa trenta test, messi a punto nel 1906 dallo psicologo francese Alfred Binet per il Ministero dell’Istruzione francese. L’obiettivo era quello di scoprire i bambini con difficoltà di apprendimento in modo da poter fornire loro un supporto personalizzato. Da allora è stato adattato e modificato a più riprese. Il test più utilizzato è quello di Weschler, ma ne esistono vari altri: lo Stanford Binet, il K.ABC, il Catell e la matrice di Raven, questi ultimi due sono test a-culturali.

Il QI misura l'intelligenza?

Il QI valuta il quoziente intellettivo e non il “Quoziente di Intelligenza”. Non si tratta infatti di misurare l’intelligenza, ma piuttosto di stabilire un confronto con una popolazione di riferimento o con la persona stessa, per valutare, per esempio, lo sviluppo delle sue capacità intellettuali.

I test del QI sono affidabili?

Sì, a condizione che non si chiedano loro più informazioni di quante ne possano dare. I test non valutano, per esempio, l’intuizione e l’immaginazione, quanto una certa performance. Ora, l’intelligenza è la facoltà di comprendere e costruire un ragionamento, non solo quindi la facoltà di restituire un sapere. Inoltre, date le differenze culturali, alcuni ritengono che i QI non possono avere un valore universale. Alcuni studi hanno così dimostrato che i risultati di QI degli immigrati 5 anni dopo il loro arrivo nel paese di adozione erano molto più elevati.

Il QI può variare in base all'età?

I risultati dei test sono elaborati in funzione dell’età. Il QI, infatti, evolve in modo significativo nei primi anni di vita. È ciò che hanno dimostrato Michel Duyme e Marie-Annick Dumaret. Questi due studiosi nel 1999 hanno osservato 67 bambini tra 4 e 6 anni con un QI basso. Dopo essere stati adottati da genitori appartenenti a un ambiente socio-culturale più privilegiato, le loro performance intellettive sono migliorate. È stato inoltre dimostrato che i risultati possono variare anche di 10 punti a seconda dello stato psicologico e fisico (stress, stanchezza…) in cui si trova la persona al momento del test.

Il mio QI è nella media?

In origine il QI consisteva nel rapporto tra il voto ottenuto dal bambino testato e la media dei bambini della sua fascia d’età, tutto moltiplicato per 100. Oggi, anche se si continua a utilizzare il termine “quoziente”, non è più così. Il risultato ottenuto è il calcolo dello scarto con una media teorica di 100, dato che i punteggi vengono distribuiti secondo una curva a campana. Quasi i 2/3 della popolazione hanno un QI tra 85 e 115, il 3% supera la soglia di 130 (il che indica un livello molto superiore alla media) e per restante 3% il QI è inferiore a 70 (il che rivela una debolezza intellettiva).

Come riconoscere un bambino plusdotato?

I bambini con un grande potenziale cognitivo iniziano a parlare molto presto, possiedono un vocabolario ricco ed elaborano frasi strutturate. Sono in grado di concentrarsi a lungo e hanno una memoria stupefacente, oltre che un’immaginazione molto fertile. Amano la compagnia degli adulti e giocano mal volentieri con i loro coetanei.

Le donne sono più intelligenti degli uomini?

Grande questione che solleva appassionati dibattiti! In generale si stima che esistano donne e uomini plusdotati in egual numero, ma le donne sarebbero scoperte con più ritardo. La maturità emotiva del gentil sesso permetterebbe infatti di supportare meglio la loro precocità. Pertanto potrebbero soffrire di questa relativa discrezione, che non consente loro di ricevere un insegnamento adeguato. Sul piano scolastico, le ragazze ottengono risultati migliori dei ragazzi, ma proseguono meno a lungo gli studi, sicuramente per ragioni sociologiche.

A chi rivolgersi per sottoporsi al test del QI?

Ti puoi rivolgere allo psicologo della scuola in cui è iscritto tuo figlio o a uno psicologo abilitato esterno. Alcune associazioni riuniscono le persone di grande talento, chiedi loro consiglio. Dopo i test non dimenticare di farti rilasciare una copia del resoconto finale in modo da poterla fornire qualora ti venisse richiesta (per esempio se intendi far intraprendere un nuovo percorso di studi a tuo figlio).

Dove posso trovare i test di QI su internet?

Se il test deve essere eseguito per motivi seri, per esempio per decidere l’orientamento scolastico, meglio rivolgersi a uno psicologo. Se invece sei semplicemente curioso, esistono molti siti che propongono i test. Basta digitare QI nel motore di ricerca e si otterranno numerosi risultati. Ricorda però: il risultato di QI non vuol dire niente in sé.

Alcuni QI famosi

Nel 1926 la psicologa Catherine Morris Cox ha pubblicato uno studio su uomini e donne, vissuti tra il 1450 e 1850, ritenuti essere i più intelligenti della storia. Il loro QI è stato valutato sulla base degli scritti e dei lavori che hanno lasciato. Filosofi, matematici, scrittori, musicisti, personalità che eccellevano in molti campi. Il poeta tedesco Goethe ha superato tutti con un QI di 210, seguito a ruota da Blaise Pascal (195), Galileo (185), Cartesio e Nietzsche (180), Mozart (165) e Einstein, quest’ultimo con un QI di “appena” 160.

Mathieu Ozanam

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10/12/2013
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