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Riprendi in mano la tua vita

Quanto tempo è passato senza che te ne accorgessi, quante volte aspetti che la nostalgia passi da sola, quanti giorni combatti contro la tristezza di una vita che non è quella che sogni ma sei bloccato tra ciò che eri e l’immagine di ciò che sei diventato che cozza con quella, oramai confusa, di ciò che volevi essere. Prima di mandare all’aria la quotidianità che hai faticosamente costruito giorno dopo giorno per poi magari pentirtene, hai provato a riconciliarti con te stesso? Doctissimo ti spiega come fare per riscoprirti più forte di prima.

Riprendi in mano la tua vita
© Getty Images

Se hai l’impressione di restare sempre al punto di partenza ma chiudere la porta per lasciare il mondo fuori dalla stanza non basta per risolvere i tuoi problemi, non aspettare che la soluzione piova dal soffitto. Da oggi fai in modo che le cose cambino, tu sei la chiave di volta e l’unica persona su cui contare per ricominciare.

Per ricominciare bisogna partire o ripartire?

Fingersi felici di una vita che non è come la si vuole è lo sbaglio più grosso che si possa commettere. L’errore generalmente è accompagnato dalla paura di prestare orecchio alla voce interiore che rimane il più delle volte inascoltata perché ci mette di fronte alla verità e alla necessità del cambiamento. Luogo comune da sfatare è che per ricominciare bisogna necessariamente prendere una valigia in mano è partire. La partenza non è sempre la soluzione giusta: spesso, specie quando si parte senza prima aver risolto i dissidi interiori, si rischia di aggravare il malessere altrove, pensando ancora una volta di aver sbagliato il tempo e il luogo. Per ripartire prima di partire bisogna vivere il “qui e ora”, lasciando che il passato non tolga le energie o che ci si proietti solo sul futuro dimenticando di vivere il presente e perdendo di vista se stessi e i propri obiettivi.

Cosa mi trattiene? Cosa mi attrae?

Per trovare la soluzione al dilemma restare o andare, poniti un quesito e rispondi sinceramente mettendo in discussione tutto quanto: cosa ti trattiene e cosa ti attrae? Stilata la classifica dei motivi per cui vale la pena restare e quella per cui è il momento di partire, dovrai condurre un’analisi quanto più razionale su te stesso per capire qual è il nodo del problema, da quando hai iniziato a soffrire e perché tutto ciò è successo. Non fissarti su pensieri del tipo che tu attrai la sfiga, che il tuo destino è irrimediabilmente segnato dall’infelicità e che al ristorante l’ennesima pizza bruciata o l’ordinazione sbagliata siano il segno divino che tu debba andar via. Quando non si vive bene, si ha come l’impressione che ogni cosa sia sbagliata o generi sofferenza.

La paura dell’incerto e delle responsabilità

Partenza non è sinonimo di riuscita, così come rimanere non fa necessariamente rima con fallimento.  Ritrovare la felicità non è un procedimento immediato ma ci si può riuscire partendo dalla consapevolezza di voler cambiare le cose con tutti i rischi e le responsabilità che questa scelta comporta. Responsabilità è la parola chiave: è più semplice farsi consigliare da parenti e amici delegando ad altri la scelta della strada da seguire. È più semplice farsi compatire che rimboccarsi le maniche e ricominciare da capo o da dove si è interrotto il percorso che avrebbe condotto all’equilibrio psico-fisico. Sei tu il solo che ha la facoltà di dare una svolta alla tua vita e per farlo devi imparare a capire ciò che vuoi veramente, riappropriandoti delle emozioni e della tua identità.

Dal dubbio alla decisione

Rimanere col dubbio che la tua vita potrebbe essere migliore, non è né positivo né costruttivo. Ma se prendere una decisione ti paralizza è importante capire cosa sta alla base del tuo blocco. In genere si tratta dei condizionamenti esterni come ad esempio il giudizio degli altri, o di paure legittime: puoi temere di non essere forte abbastanza, di non essere all’altezza della situazione, che questo possa trasformarsi in un fallimento. Tutti questi dubbi sono alimentati dal contesto sociale che, magari inconsciamente, incide sul tuo stato d’animo già provato. Se un cambiamento radicale è impensabile per te in questo momento, comincia dalle piccole cose. Accetta la quotidianità e scopri le carte in tavola: ci sono persone che ti mettono ansia, gelosia? Allontanale. Ci sono situazioni che ti fanno star male? Evitale. Impara a dire no e a focalizzarti su te stesso. Solo quando sarai convinto delle tue capacità, riuscirai a saltare l’ostacolo e non più aggirarlo come fai adesso.

È la direzione giusta?

Qualsiasi decisione si prenda è sempre anticipata e seguita da un dubbio opprimente: è la decisione giusta? È quella la direzione? Ma anziché brancolare nel buio e porti quesiti perdi-tempo, accendi il lume che è in te e impara ad avere obiettivi. Nella vita gli obiettivi contano, senza questi sei una bandiera al vento e non puoi seguire una direzione, non puoi lottare per qualcosa. Gli obiettivi possono riguardare la meta da raggiungere, i desideri da realizzare, gli ambiziosi ma non impossibili sogni nel cassetto. Per prendere consapevolezza dei tuoi obiettivi, impara a compilare una lista, proprio come quando stili la lista della spesa. Ci sono obiettivi che avranno la priorità e ti darai un tempo per raggiungerli, altri potranno aspettare e saranno anch’essi dei traguardi a testimonianza del tuo valore. Giorno dopo giorno chiarirai quali sono gli obiettivi della tua vita e, avendo uno scopo, la direzione da seguire si delineerà spontaneamente.

Vivi da comparsa o da protagonista?

Le cose cambiano solo se lo vuoi; a volte il cambiamento sta solo nel punto di vista e nel modo in cui ti approcci alla vita. Smettila di demonizzare capri espiatori inesistenti, di lottare contro fantasmi o mulini a vento e  di scegliere le scorciatoie. È importante vivere una vita da protagonisti e non da comparsa come fai ora. Nessuno ha detto che è semplice ma, anche quando il risultato è incerto, a volte è più giusto accollarsi il rischio che vivere in una prigione invisibile. Il cambiamento costruttivo richiede ingegno, impegno, sacrificio e un’attenta pianificazione.

Scrivi la tua storia

Urla se sei arrabbiato, piangi se ne hai voglia, ridi senza motivo e ritrova le passioni dimenticate. Il denaro, il lavoro, gli amici non devono essere il centro della tua vita perché essendo soggetti esterni provocano in te l’ansia di dovere sempre provare o fare qualcosa per qualcuno in una corsa disperata che non ti lascia fiato. Solo la consapevolezza di conoscere te stesso ti permetterà di vedere e vivere il mondo come un luogo paradisiaco.  Pensa a te prima che agli altri perché se stai bene tu anche gli altri staranno bene con te e i rapporti creati saranno più sinceri e maturi.

Fai in modo che tu sia al centro della tua vita e trova l’equilibrio che ti farà dire “sono una persona felice” perché tu hai gli strumenti per scrivere la tua storia, non preoccuparti delle innumerevoli volte in cui sarai costretto a ripartire e a ricominciare, tu vai avanti.

Quando avrai capito chi sei e cosa vuoi veramente, non importa a che età, sarai veramente pronto per riprendere in mano la tua vita e trasformarla in quella che hai sempre desiderato.

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01/10/2012

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