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Lo sviluppo dell'intelligenza

L’intelligenza è l’insieme delle funzioni mentali che hanno come oggetto la conoscenza concettuale e razionale. È anche l’attitudine dell’essere vivente ad adattarsi a situazioni nuove e a trovare soluzioni alle difficoltà che incontra.

L'intelligenza
© Getty Images

Esistono test d’intelligenza che misurano o la capacità intellettuale globale, o lo stato di sviluppo mentale in un bambino, o ancora la forma dell’intelligenza (verbale o pratica). Il test dello psicologo francese Alfred Binet fu messo a punto nel 1905 insieme al Dott. Simon al fine di individuare gli alunni con difficoltà di apprendimento. Questi autori hanno dunque ideato prove molto semplici che potessero essere rappresentative del comportamento della maggior parte dei bambini in una determinata fascia d’età. 100 è considerato il quoziente medio.

La storia del QI

Le prove del test Binet-Simon sono poi state modernizzate (da Casselin, nel 1959) e consentono oggi di misurare lo sviluppo dell’intelligenza a partire dall’età di 2 anni, di 6 mesi in 6 mesi fino ai 5 anni, poi di anno in anno fino ai 14 anni.

L’analisi statistica consente di collocare il soggetto in gruppi diversi:

Valore del QI

Analisi

Superiore a 140

D’intelligenza molto superiore, si tratta di casi di plusdotati o di soggetti con eccezionale precocità (tra lo 0,4 e lo 0,8% della popolazione)

Da 120 a 140

Casi d’intelligenza molto superiori o “meglio dotati” (tra il 3,5 e il 10% della popolazione)

Da 110 a 120

Casi d’intelligenza leggermente superiore o “ben dotati” (tra l’11 e il 17% della popolazione)

Da 90 a 110

Intelligenza normale o media (tra il 45 e il 60%) 

Da 80 a 90

Mente lenta, intelligenza limitata (tra il 15,3 e il 17%)

Da 70 a 80

Zona marginale d’insufficienza, lentezza, insufficienza mentale, zona al limite del ritardo mentale (tra il 6 e il 7,4%)

Inferiore a 70

Vero e proprio ritardo mentale

Una nozione riduttiva

Questa nozione di Q.I. è molto dibattuta e non deve riassumere il bilancio dello sviluppo psicologico di un bambino. Non bisogna accordare a questo numero più importanza del dovuto. È sicuramente un indice interessante che deve però essere interpretato in base al contesto e ad altre osservazioni.

“Se alcuni estetici avessero l’idea di calcolare un quoziente di bellezza, il QB, eseguendo sapienti calcoli in funzione della larghezza dei fianchi, della lunghezza del naso, della morbidezza della pelle, e di varie altre misurazioni, ne riderebbero tutti. Naturalmente la bellezza è una qualità troppo sottile per poter essere espressa da un numero. Perché non farsi una risata ancora più fragorosa di fronte a tutti coloro che sostengono che la I del QI stia per «Intelligenza»?”

Dott. Lyonel Rossant

Dott.ssa Jacqueline Rossant-Lumbroso

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10/12/2013

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