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La cronopsicologia

Alcuni psicologi puntano il dito sull’eccesso di lavoro, il presenteismo, la tendenza a restare in ufficio costi quello che costi, incollati davanti al computer per ore. Questi nuovi esperti, i cronopsicologi, dicono no alla giornata non stop e consigliano di tornare a ritmi di lavoro più equilibrati.

La cronopsicologia
© Getty Images

Una nuova disciplina, la cronopsicologia, propone di studiare i nostri ritmi psicologici per trovare il giusto equilibrio al lavoro. "Si cerca di veder e in quale momento della giornata l’attività intellettuale raggiunge il picco massimo e il punto minimo", spiega François Testu*, professore di psicologia. Alcuni studi evidenziano che il livello di attenzione fluttua in base agli orari: è preferibile, ad esempio, cominciare la giornata verso le 9, e si sa che il dopo pranzo corrisponde a un momento difficile, che dovrebbe essere dedicato ad attività che non richiedono troppa concentrazione; questa variazioni si ripetono regolarmente: è da qui che nasce la ritmicità.

Trova il tuo equilibrio con la cronopsicologia

La cronopsicologia ha come primo merito quello di essere incentrata sulla gestione del tempo di lavoro. Le ricerche hanno messo in evidenza uno stesso profilo di evoluzione giornaliera del livello di prestazione: esso aumenta a partire dal risveglio fino alla fine della mattinata, si abbassa dopo pranzo per poi elevarsi di nuovo, in misura variabile. Il picco si situa tra le 10, 30 e le 11,30 e tra le 16 e le 18.

In sintesi, il momento della mattinata più propizio per stimolare l’intelletto si colloca tra le 10 e le 13: un intervallo particolarmente adatto per riunioni o appuntamenti. Inutile dedicare delle ore a questo tipo di attività: un’ora e mezza al massimo sarà sufficiente per uno scambio di informazioni efficace. Dopo una pausa, potrai quindi inserire nella tua pianificazione un periodo di produttività intensa. Quando arriva l’ora di pranzo, cerca di resistere alla tentazione di terminare un dossier sgranocchiando un sandwich.

Stop allo stress lavorativo

"L’era del superlavoro sta giungendo al termine", annunciano i cronopsicologi: è necessario riposare i neuroni e rilassarsi. Adottare il giusto ritmo di lavoro significa anche prendersi del tempo per intrattenere dei buoni rapporti professionali con i propri collaboratori, vicini e lontani. Dopo il pranzo è consigliabile programmare delle attività di comunicazione, anche telefoniche, o dedicarsi ad attività automatiche (archiviazione, corrispondenza…). Successivamente, l’ideale è lavorare da soli in una fase di produttività intellettuale.

Stress e lavoro: fai una pausa

Spesso l’azienda ti obbliga a dare sempre il meglio, sottoponendoti a una pressione spesso molto forte: è quindi importante osservare dei tempi di pausa. I vantaggi sono numerosi: "La pausa permette di distendersi e quindi, allo stesso tempo, di mantenere elevato il livello di attenzione e di motivazione", afferma il Professor Testu. La frequenza ottimale dipende ovviamente dal tipo di lavoro: se sei sottoposto a un forte stress moltiplica le pause, circa ogni due ore, e per 10 minuti sospendi l’attività che stavi facendo, apri il giornale, fai una breve telefonata personale, prenditi un caffè alla macchinetta. Si tratta di staccare completamente: è inutile lavorare 12 ore. L’ideale è mantenere un ritmo regolare durante la settimana e lasciare libero il week end.

Attenzione al lunedì!

Il lunedì corrisponde a una notevole eterogeneità nei profili giornalieri delle prestazioni e dei comportamenti: il week end non viene sentito solo il giorno seguente, ma anche nella mezza giornata che lo precede, il venerdì pomeriggio. In queste due mezze giornate del lunedì e del venerdì ti porti avanti sul periodo che segue, pensi già al week end, e quindi i ritmi psicologici, le prestazioni e i comportamenti sono perturbati.

Nonostante la sua somiglianza con i ritmi giornalieri biologici, i ritmi dell’attività intellettuale dipendono da altri fattori: uno di questi è la motivazione. Per innalzare il livello di attenzione dei tuoi colleghi e dei tuoi impiegati, la strategia migliore è creare situazioni motivanti. Infine, un’informazione interessante: non sono mai state evidenziate variazioni delle fluttuazioni psicologiche periodiche in base al sesso.

Catherine Maillard

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02/07/2013

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