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Gestire lo stress lavoro correlato

La casa: il nostro rifugio, la nostra bolla di serenità… Il posto in cui – giustamente – possiamo permetterci di esprimere tutto ciò che non abbiamo osato dire altrove. Finendo così con lo sfogarci con i familiari, il coniuge o i marmocchi che… non hanno fatto niente di male. Basta! Ecco alcuni consigli per ritrovare la serenità nel proprio nido.

Gestire lo stress da lavoro
© Getty Images

In ufficio la tensione sale, Giulia sembra incassare piuttosto bene. Una volta a casa, però, esplode alla minima occasione. Una discussione burrascosa con la madre e a cena l’atmosfera è tesa. Ma perché abbiamo la brutta abitudine di vuotare il sacco a casa, su coloro che condividono la nostra intimità? Perché la famiglia diventa spesso il nostro punching-ball emozionale? Ci risponde Stéphanie Bertholon*, psicologa specializzata nel trattamento dello stress.

In famiglia si può essere se stessi

“Con i nostri familiari ci autorizziamo a essere noi stessi”, afferma Stéphanie Bertholon. E questo ci autorizza anche a esplodere e a lasciarci andare a parole e gesti che non oseremmo dire e fare altrove. Un tale atteggiamento, però, rischia di rovinare il nostro prezioso nido, la nostra famiglia. “Per poter affrontare il quotidiano abbiamo bisogno di protezione, di una sorta di ombrello anti-stress”, aggiunge la psicologa. In pratica, i nostri familiari e la nostra casa devono conservare prima di tutto il ruolo di rifugio, non di “sfogatoio”. Facendo il contrario ed esplodendo proprio tra le mura di casa, non facciamo che minare alla nostra “tana”. Un errore che si commette molto più spesso di quanto si pensi…

Riverso sulla mia famiglia lo stress lavoro correlato

Scadenze impossibili da rispettare, consegne raramente chiare, cambi di priorità all’ultimo minuto… fai buon viso a cattivo gioco, ma dentro di te ti senti ribollire. In casa tuo figlio si trascina per fare i compiti, la sua camera è un caos totale… È a lui che urli: “Basta!”.

SPIEGAZIONE:

Tutti gli “stop” che non dici alla persona giusta, al collega di ufficio o al capo, si ripercuoteranno sui tuoi familiari. È un fenomeno compensatorio. Sei autoritaria, spesso in modo inadatto, mentre in ufficio non sei riuscita a far sentire i tuoi “stop”.

IL CONSIGLIO:

Identifica la tua zona di stress e imponiti con la persona giusta. “Può sembrare strano ma, la maggior parte delle volte, le persone non si rendono conto di essere stressate al lavoro, tanto questo è diventato un fatto abituale. E ancor meno si rendono conto di essere aggressive quando tornano a casa”, osserva Stéphanie Bertholon.

Riverso sulla mia famiglia tutte le mie emozioni

Una discussione violenta con tua madre, un’amica sempre in ritardo ai tuoi appuntamenti, un battibecco con l’impiegato di banca… in apparenza resti calma. A casa, invece, aggredisci il tuo compagno con osservazioni velenose. Perché? Neanche lui se lo sa spiegare. Il temporale è nell’aria, la tensione è alle stelle.

SPIEGAZIONE:

“Si tratta di un problema di regolazione delle emozioni“, spiega la nostra esperta. Eventi e osservazioni provocano reazioni che reprimi. Le tue difficoltà a esprimerti possono derivare da cause diverse, dalla paura della reazione altrui, di essere rifiutati, di non essere più amati… Così poi esplodi in un ambiente in cui sai che la gente è più indulgente con te. Certo, ma fino a che punto?

IL CONSIGLIO:

Accetta e tollera le tue emozioni, sono indicatrici dei tuoi bisogni. Prendi coscienza di ciò che ti provoca rabbia e reindirizza altrove questa energia. Non contro il tuo amato o contro i bambini! Loro ti vogliono bene. Prova attività zen (come lo yoga, la respirazione, altri passatempi creativi…), prendi un po’ di distanza. Infine, semplicemente, aspetta qualche secondo prima di gridare in casa, per vedere se davvero c’è una ragione per innervosirsi. Come dicevano i nostri nonni: “Bisogna contare fino a dieci prima di arrabbiarsi…”. E guarda un po’: non ci ricordiamo neanche più perché stavamo per esplodere.

Riverso sulla mia famiglia il mio cattivo umore

Al vernissage della mia amica Michela, sono affascinante, simpatica, solare, attenta… Tutti i miei amici pensano che Giulio sia stato fortunato a incontrarmi. Non appena mi ritrovo sola con lui, invece, inizio a lamentarmi delle tasse che aumentano, della panettiera che parla ore e ore prima di servirmi, del brutto tempo… Sono una vera brontolona! È vero, la vita è dura. Ma è davvero colpa di Giulio?

SPIEGAZIONE:

Per Stéphanie Bertholon, si tratta prima di tutto di un difetto d’interpretazione degli eventi. In società ti comporti in questo modo perché altrimenti pensi che sarai meno apprezzata o rifiutata. Quindi ti adatti… In questo modo metti da parte la tua vera natura che però ritorna al galoppo non appena sei a casa!

IL CONSIGLIO:

Scegli di commentare gli eventi positivi nella tua vita. Occorre allenare il cervello a focalizzarsi su punti diversi dal solito: il canto di un uccello, l’aroma rassicurante del caffè… E in società sostieni i tuoi punti di vista. Nessuno si scaglierà contro di te se ti lamenti delle tasse o di quanto è cara la vita. Anzi, vedrai che saranno tutti d’accordo con te…

Preserva il nido familiare dalle seccature esterne

Condividere ciò che ti preoccupa con i tuoi familiari è del tutto naturale. Ancora una volta, la famiglia e la casa sono un rifugio. Ma il modo di esprimersi con il proprio marito, con i figli e con i familiari in genere può avere delle conseguenze. Avere uno scambio su situazioni di stress può avvenire senza necessariamente scaricare le proprie tensioni… “In realtà, ci aspettiamo che il nostro interlocutore confermi l’emozione che proviamo, in modo da sentirci sollevate”, osserva la psicologa. Un semplice “Ti capisco” a volte è sufficiente per calmarti. Ma questo può rivelarsi rischioso. Se il coniuge non capisce l’origine dei tuoi eccessi di collera, o se s’innervosisce anche lui per ragioni che non hanno niente a che vedere con la casa, è la fine! Ecco che la serenità familiare può subire senza motivo conflitti esterni.  Per tornare a una modalità più serena, esprimiti! Hai avuto una giornata difficile? Dillo alla persona che ami. Capirà meglio i tuoi sbalzi d’umore. Sei esausta a causa dai tuoi orari troppo lunghi? Chiedi ai tuoi figli di aiutarti un po’ più del solito. Sarai sorpresa nel vedere quanto saranno pronti a partecipare alla serenità della casa.  Ed esorta tutti gli altri membri della famiglia a fare altrettanto. A volte, per comunicare in famiglia basta così poco…

Catherine Maillard

*Stéphanie Bertholon è psicologa, specialista nel trattamento dello stress e autrice di “Vivre mieux dans un monde stressant” (“Vivere meglio in un mondo stressante”)

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30/09/2013
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