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Superare la timidezza per essere se stessi

La timidezza è un disturbo benigno che molti imparano a superare naturalmente. Ma quando finisce col rovinarci l'esistenza, provocando sofferenze a livello fisico ed emozionale, la timidezza diventa un problema di salute che bisogna curare, prima che conduca all'isolamento o alla depressione…

Superare la timidezza
© Getty Images

Ciascuno nel corso della propria vita, deve affrontare situazioni particolarmente angoscianti (dare un esame, prendere la parola in pubblico, avviare una conversazione con sconosciuti…). Generalmente, con il tempo e l'esperienza questo disagio scompare. Ma quando diventa cronica e si generalizza, la timidezza è più difficile da gestire.

Le origini lontane della timidezza

Senza dubbio esistono tanti tipi di timidezza quanti sono i timidi. Molto spesso, bisogna risalire all'infanzia per ritrovarne la fonte. Un bambino cresciuto in un contesto familiare troppo protettivo, o che si è sentito soffocato o escluso in un ambiente d'adulti, oppure un bambino che soffre per mancanza di affetto o di comprensione, che ha subito dei conflitti in famiglia. Per farla breve, un individuo fragile emotivamente sarà maggiormente incline a soffrire di timidezza nel corso della propria vita. Evidentemente, una bocciatura o un trasloco non aiutano a sistemare le cose.

Manifestazioni svariate e sgradevoli

Generalmente la timidezza si traduce in un atteggiamento timoroso, un disagio eccessivo e una mancanza di sicurezza nel rapporto con gli altri. Ma può anche nascondersi dietro un comportamento aggressivo che non denota altro che un'assenza di fiducia in se stessi.

Le sue manifestazioni sono al tempo stesso fisiologiche e psicologiche. Le manifestazioni fisiologiche più riscontrate nei timidi sono una sudorazione eccessiva, il senso di soffocamento, il rossore o al contrario, il pallore del viso, il balbettio, un'alterazione della voce che diventa impercettibile o incomprensibile, una rigidità muscolare che provoca gesti goffi, il tremore.

Dal punto di vista psicologico, il timido si sente paralizzato, incapace di qualsiasi reazione, con l'attenzione focalizzata sull'oggetto della sua paura. Non riesce a immaginare la relazione con l'altro se non in termini di rapporto da dominante a dominato. Evita il contatto, si sottovaluta. Nei casi estremi immagina che gli si voglia fare del male proprio a lui che non chiede niente a nessuno e di cui nessuno s'interessa…

Il trattamento contro la timidezza

Il migliore trattamento contro la timidezza è probabilmente una terapia comportamentale che aiuti il timido a individuare complessi, ferite morali e frustrazioni. Adeguata a tutte le età, questa terapia molto efficace permette di affrontare progressivamente le situazioni ansiogene. Si effettua attraverso una relazione interattiva con il terapeuta. Piuttosto che sulle cause inconsce, si mette l'accento sulle cause attuali del comportamento che crea problemi. Dal punto di vista farmacologico, non esistono trattamenti specifici per lottare contro la timidezza, sebbene ce ne siano alcuni che contribuiscono ad attenuarne particolari manifestazioni.
La pratica di un'attività sportiva si rivela efficace come mezzo di integrazione in un gruppo, di scambio, di convivialità, che permette di lottare contro l'isolamento.
Nel bambino, è importante il comportamento dei genitori. Essi devono incoraggiare e stimolare il loro bimbo non appena perde fiducia in se stesso, a scuola o nella vita di relazione

Portare su se stessi uno sguardo benevolo

La timidezza non pone necessariamente un freno all'espressione della personalità.
Numerosi attori, cantanti o personaggi pubblici l'hanno provato, calcando il palcoscenico per vincere la timidezza che li angosciava.
È chiaro che parlare, esprimersi senza remore e senza complessi significa assumere il rischio di essere messi in discussione, o criticati, o di mostrarsi come si è, con le proprie debolezze. Ma significa anche scambiare e arricchirsi a contatto con gli altri: essere riconosciuti a pieno titolo come persone.


Isabelle Martin

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04/05/2010
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